# Case torri Siena: itinerario medievale a piedi

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> Un itinerario a piedi tra case torri, castellari e palazzi medievali di Siena, con tappe, storie familiari e consigli pratici.

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← Torna al diario Note di guida Case torri a Siena: un pomeriggio nella città medievale nascosta Un itinerario a piedi tra case torri, castellari e palazzi medievali di Siena, con sette tappe, storie familiari e consigli pratici. 23 luglio 2026 • 21 min Siena Case torri Architettura medievale Itinerari a piedi Siena nascosta Siena invita quasi sempre a guardare davanti a sé: verso Piazza del Campo, il Duomo e le facciate dei grandi palazzi. Per ritrovare la città medievale delle famiglie e delle consorterie bisogna invece cambiare abitudine. Alzare gli occhi, seguire una muratura laterale, contare le aperture, osservare dove una facciata si restringe all’improvviso o dove una massa di pietra sembra prigioniera di un edificio più recente. Le case torri di Siena non formano più una selva verticale. Molte furono abbassate, trasformate o inglobate nei palazzi. L’erudito settecentesco Giovanni Antonio Pecci trovò nelle fonti medievali riferimenti ad almeno 56 torri esistenti nel Duecento: un numero minimo, non un censimento definitivo. Proprio per questo cercarle è interessante: non si tratta di collezionare monumenti evidenti, ma di imparare a leggere la città. Se è la tua prima passeggiata nel centro, puoi affiancare questo percorso all’ itinerario a piedi tra San Domenico, Duomo e Piazza del Campo . Le risposte essenziali prima di partire Che cosa sono le case torri? Edifici medievali a forte sviluppo verticale, impiegati come abitazione, deposito, segno di prestigio e, in determinate circostanze, struttura difensiva. Quante se ne riconoscono? Non esiste un numero univoco, perché le fonti non classificano sempre gli edifici allo stesso modo e molte strutture sopravvivono solo in parte. Questo itinerario comprende sette edifici o nuclei urbani documentati, non tutti classificabili come case torri in senso stretto. Dove si trovano? Tra via Montanini, Banchi di Sopra, il Castellare degli Ugurgieri, Costarella dei Barbieri, via di Città e Piazza di Postierla. Quanto dura il percorso? Circa 2 ore e 30 minuti senza visite interne; fino a 3 ore e 30 minuti inserendo soste, fotografie o un museo. Sono visitabili? Quasi tutte le strutture sono private e si osservano dalla strada. Il Museo della Contrada della Civetta e Palazzo Chigi Saracini hanno modalità di visita proprie, ma l’ingresso non implica necessariamente l’accesso alle torri. Per chi è indicato? Per appassionati di storia urbana e architettura, fotografi, coppie e famiglie con ragazzi. Salite, pavimentazioni irregolari e vicoli rendono il percorso completo poco adatto a passeggini e persone con mobilità ridotta. Che cos’è davvero una casa torre medievale La casa torre non era semplicemente una casa molto alta. Il suo sviluppo verticale rispondeva a più esigenze: occupare poco terreno in una città densa, mostrare la posizione della famiglia, proteggere persone e beni e controllare visivamente strade e spazi circostanti. La tipologia comprende generalmente una struttura stretta e robusta, con murature portanti in pietra o laterizio, piani sovrapposti e aperture relativamente ridotte. Alcuni esempi presentavano archi sovrapposti inseriti nella struttura muraria. Non tutti gli edifici verticali, tuttavia, sono case torri: una torre gentilizia poteva avere soprattutto funzioni difensive e di prestigio; una torre civica rappresentava il Comune e il potere pubblico; un campanile apparteneva a un edificio religioso; un castellare riuniva più abitazioni e strutture fortificate attorno a uno spazio comune; un palazzo medievale privilegiava una facciata più ampia e aperta verso la strada. La Torre del Mangia , costruita accanto al Palazzo Pubblico nel XIV secolo, costituisce quindi un ottimo termine di confronto, ma non è una casa torre: è il grande segno verticale del governo cittadino. Famiglie, consorterie e potere urbano Le torri erano raramente organismi isolati. Si inserivano nelle proprietà di una famiglia allargata o di una consorteria , un’associazione fra gruppi nobili legati da interessi, obblighi militari e spazi comuni. La consorteria poteva possedere case, botteghe, cortili, passaggi e torri concentrate nello stesso settore urbano. Queste aggregazioni davano forma a una città politicamente frammentata. Una torre poteva sorvegliare l’accesso a un vicolo; un arco metteva in comunicazione edifici alleati; un castellare costituiva un piccolo nucleo protetto dentro la città. Tra Duecento e Trecento il paesaggio iniziò però a cambiare. Come sintetizza lo studio di Fabio Gabbrielli sull’architettura civile senese, si passò progressivamente dalle tipologie chiuse delle case torri alle tipologie più aperte dei palazzi, con fronti estesi, finestre regolari e un rapporto più rappresentativo con la strada. Il percorso pomeridiano in sintesi Piazza Matteotti → nucleo Malavolti → nucleo Montanini–Arco Antico → Torre dei Ponzi → Castellare degli Ugurgieri → Torre delle Sette Seghinelle → Torre Marescotti → Torre Forteguerri e Piazza di Postierla Lunghezza stimata: circa 1,8–2,1 chilometri . Tempo di cammino effettivo: 35–45 minuti . Durata con spiegazioni e soste: 2 ore e 30 minuti–3 ore e 30 minuti . Le distanze sono indicative: nel centro di Siena il tempo dipende più da pendenze, folla e soste che dai metri percorsi. Non è stato calcolato un dislivello cumulativo strumentale. 1. Il nucleo dei Malavolti: leggere un castellare scomparso Posizione: via Montanini 5 e dintorni Dalla partenza: circa 150 metri, 2–3 minuti Accesso: proprietà private; osservazione dall’esterno Il percorso comincia nel settore che appartenne ai Malavolti, famiglia già influente nel XII secolo e protagonista, nei secoli successivi, delle lotte politiche senesi. Il Catalogo generale dei Beni Culturali registra qui una casa torre romanica, datata tra XI e XIII secolo, e distingue la componente medievale dalle successive trasformazioni del palazzo e dell’antico castellare. Il complesso si trovava ai margini di un nucleo più vasto, vicino all’attuale Piazza Matteotti. La memo…
