Note di guida
Case torri a Siena: un pomeriggio nella città medievale nascosta
Un itinerario a piedi tra case torri, castellari e palazzi medievali di Siena, con sette tappe, storie familiari e consigli pratici.
Siena invita quasi sempre a guardare davanti a sé: verso Piazza del Campo, il Duomo e le facciate dei grandi palazzi. Per ritrovare la città medievale delle famiglie e delle consorterie bisogna invece cambiare abitudine. Alzare gli occhi, seguire una muratura laterale, contare le aperture, osservare dove una facciata si restringe all’improvviso o dove una massa di pietra sembra prigioniera di un edificio più recente.
Le case torri di Siena non formano più una selva verticale. Molte furono abbassate, trasformate o inglobate nei palazzi. L’erudito settecentesco Giovanni Antonio Pecci trovò nelle fonti medievali riferimenti ad almeno 56 torri esistenti nel Duecento: un numero minimo, non un censimento definitivo.
Proprio per questo cercarle è interessante: non si tratta di collezionare monumenti evidenti, ma di imparare a leggere la città. Se è la tua prima passeggiata nel centro, puoi affiancare questo percorso all’itinerario a piedi tra San Domenico, Duomo e Piazza del Campo.
Le risposte essenziali prima di partire
Che cosa sono le case torri? Edifici medievali a forte sviluppo verticale, impiegati come abitazione, deposito, segno di prestigio e, in determinate circostanze, struttura difensiva.
Quante se ne riconoscono? Non esiste un numero univoco, perché le fonti non classificano sempre gli edifici allo stesso modo e molte strutture sopravvivono solo in parte. Questo itinerario comprende sette edifici o nuclei urbani documentati, non tutti classificabili come case torri in senso stretto.
Dove si trovano? Tra via Montanini, Banchi di Sopra, il Castellare degli Ugurgieri, Costarella dei Barbieri, via di Città e Piazza di Postierla.
Quanto dura il percorso? Circa 2 ore e 30 minuti senza visite interne; fino a 3 ore e 30 minuti inserendo soste, fotografie o un museo.
Sono visitabili? Quasi tutte le strutture sono private e si osservano dalla strada. Il Museo della Contrada della Civetta e Palazzo Chigi Saracini hanno modalità di visita proprie, ma l’ingresso non implica necessariamente l’accesso alle torri.
Per chi è indicato? Per appassionati di storia urbana e architettura, fotografi, coppie e famiglie con ragazzi. Salite, pavimentazioni irregolari e vicoli rendono il percorso completo poco adatto a passeggini e persone con mobilità ridotta.
Che cos’è davvero una casa torre medievale
La casa torre non era semplicemente una casa molto alta. Il suo sviluppo verticale rispondeva a più esigenze: occupare poco terreno in una città densa, mostrare la posizione della famiglia, proteggere persone e beni e controllare visivamente strade e spazi circostanti.
La tipologia comprende generalmente una struttura stretta e robusta, con murature portanti in pietra o laterizio, piani sovrapposti e aperture relativamente ridotte. Alcuni esempi presentavano archi sovrapposti inseriti nella struttura muraria.
Non tutti gli edifici verticali, tuttavia, sono case torri:
- una torre gentilizia poteva avere soprattutto funzioni difensive e di prestigio;
- una torre civica rappresentava il Comune e il potere pubblico;
- un campanile apparteneva a un edificio religioso;
- un castellare riuniva più abitazioni e strutture fortificate attorno a uno spazio comune;
- un palazzo medievale privilegiava una facciata più ampia e aperta verso la strada.
La Torre del Mangia, costruita accanto al Palazzo Pubblico nel XIV secolo, costituisce quindi un ottimo termine di confronto, ma non è una casa torre: è il grande segno verticale del governo cittadino.
Famiglie, consorterie e potere urbano
Le torri erano raramente organismi isolati. Si inserivano nelle proprietà di una famiglia allargata o di una consorteria, un’associazione fra gruppi nobili legati da interessi, obblighi militari e spazi comuni. La consorteria poteva possedere case, botteghe, cortili, passaggi e torri concentrate nello stesso settore urbano.
Queste aggregazioni davano forma a una città politicamente frammentata. Una torre poteva sorvegliare l’accesso a un vicolo; un arco metteva in comunicazione edifici alleati; un castellare costituiva un piccolo nucleo protetto dentro la città.
Tra Duecento e Trecento il paesaggio iniziò però a cambiare. Come sintetizza lo studio di Fabio Gabbrielli sull’architettura civile senese, si passò progressivamente dalle tipologie chiuse delle case torri alle tipologie più aperte dei palazzi, con fronti estesi, finestre regolari e un rapporto più rappresentativo con la strada.
Il percorso pomeridiano in sintesi
Piazza Matteotti → nucleo Malavolti → nucleo Montanini–Arco Antico → Torre dei Ponzi → Castellare degli Ugurgieri → Torre delle Sette Seghinelle → Torre Marescotti → Torre Forteguerri e Piazza di Postierla
Lunghezza stimata: circa 1,8–2,1 chilometri.
Tempo di cammino effettivo: 35–45 minuti.
Durata con spiegazioni e soste: 2 ore e 30 minuti–3 ore e 30 minuti.
Le distanze sono indicative: nel centro di Siena il tempo dipende più da pendenze, folla e soste che dai metri percorsi. Non è stato calcolato un dislivello cumulativo strumentale.
1. Il nucleo dei Malavolti: leggere un castellare scomparso
Posizione: via Montanini 5 e dintorni
Dalla partenza: circa 150 metri, 2–3 minuti
Accesso: proprietà private; osservazione dall’esterno
Il percorso comincia nel settore che appartenne ai Malavolti, famiglia già influente nel XII secolo e protagonista, nei secoli successivi, delle lotte politiche senesi. Il Catalogo generale dei Beni Culturali registra qui una casa torre romanica, datata tra XI e XIII secolo, e distingue la componente medievale dalle successive trasformazioni del palazzo e dell’antico castellare.
Il complesso si trovava ai margini di un nucleo più vasto, vicino all’attuale Piazza Matteotti. La memoria dell’accesso fortificato sopravvive anche nella denominazione dell’Arco dei Malavolti, modificato e progressivamente demolito tra età medievale e moderna.
Da osservare: le discontinuità della muratura e le differenze fra il corpo più compatto e le parti regolarizzate del palazzo.
Punto migliore: il marciapiede opposto di via Montanini, senza sostare davanti agli ingressi privati.
2. Montanini e l’Arco Antico: due schede da non sovrapporre
Posizione: via Montanini, civici 12–22
Distanza: circa 80 metri, 1–2 minuti
Accesso: edifici privati; visibili dalla strada
Poco più avanti si incontra un nucleo associato alla Torre dei Montanini e all’“Arco Antico” o “dell’Imperatore”. Le fonti non consentono di identificarli come un unico organismo con assoluta certezza. L’itinerario istituzionale Terre di Siena colloca la Torre dei Montanini al civico 12 e la considera parte di un castellare oggi scomparso. Il Catalogo generale dei Beni Culturali registra invece una casa torre romanica denominata “Arco Antico o dell’Imperatore”, datata fra la fine dell’XI e la metà del XII secolo, ai civici 14, 16 e 22.
È quindi più corretto parlare di nucleo Montanini–Arco Antico, mantenendo distinte le due identificazioni.
Alla famiglia Montanini è stata collegata una storia d’amore con il giovane Anselmo Salimbeni. Il racconto circolò in versioni differenti e divenne un tema letterario nel Quattrocento: va considerato una tradizione narrativa, non una vicenda storica dimostrata.
Da osservare: la forte verticalità delle porzioni murarie, la disposizione irregolare delle aperture e i punti in cui edifici differenti sembrano saldarsi.
3. Torre dei Ponzi: la casa torre più leggibile del percorso
Posizione: via Montanini 26–28
Distanza: circa 70 metri, 1 minuto
Accesso: proprietà privata; solo esterno
La Torre dei Ponzi è una delle tappe più chiare per comprendere l’aspetto di una casa torre medievale. La scheda ministeriale della Torre dei Ponzi la data al 1230, la descrive come un edificio di cinque piani e ne segnala la muratura in filaretto, composta da piccoli blocchi di pietra disposti in corsi abbastanza regolari.
La stessa scheda indica sia un ambito romanico sia uno neoromanico. L’aspetto attuale comprende dunque restauri e sistemazioni successive: non ogni elemento visibile appartiene al Duecento.
Da osservare: la tessitura della pietra, le dimensioni ridotte delle aperture più antiche e la differenza tra muratura medievale e parti regolarizzate.
Punto migliore: il lato opposto della strada, scegliendo un momento con poco traffico pedonale.
4. Castellare degli Ugurgieri: una piccola fortezza familiare
Posizione: Vicolo del Castellare e via Cecco Angiolieri
Distanza: circa 650 metri, 10–12 minuti
Accesso: spazio urbano osservabile; Museo della Civetta con orari propri
Il Castellare degli Ugurgieri non è una singola casa torre, ma il luogo migliore del percorso per capire come funzionasse un insediamento di consorteria. Il portale turistico ufficiale di Siena lo descrive come un nucleo fortificato del XIII secolo formato da edifici alti disposti attorno a un cortile centrale, sul tracciato della Via Francigena.
Gli Ugurgieri, legati alla consorteria feudale dei Berardenghi, furono una potente famiglia ghibellina. Una tradizione collega il castellare al raduno dell’esercito senese diretto a Montaperti nel 1260; la documentazione pubblica consultata non basta però a trasformare questa partenza in un fatto certo. È più corretto conservarla come racconto tradizionale.
Oggi il complesso ospita la Contrada Priora della Civetta. La pagina ufficiale del museo pubblica, da lunedì a domenica, le fasce 10:00–13:00 e 15:00–18:30. Prima di andare, soprattutto nei giorni del Palio o durante eventi contradaioli, controlla il Museo della Contrada della Civetta e considera anche la guida ai musei delle Contrade di Siena.
Da osservare: la quota rialzata, i sottopassi, la forma dello spazio comune e il modo in cui le costruzioni lo racchiudono.
Attenzione: alcuni passaggi sono stretti e possono presentare gradini o pendenze.
5. Torre delle Sette Seghinelle: dalla torre al palazzo
Posizione: sommità di Costarella dei Barbieri, presso via di Città
Distanza: circa 350 metri, 6–8 minuti
Accesso: proprietà privata; nessun orario pubblico ordinario
La torre fu edificata nel XIII secolo dagli Accarigi, famiglia guelfa appartenente ai gruppi dirigenti della città. Nel Trecento venne inglobata in Palazzo Accarigi, creando un organismo in cui la massa verticale medievale e la residenza palaziale diventano inseparabili.
La muratura impiega la cosiddetta pietra da torre, un calcare cavernoso ricorrente nell’architettura senese. Il nome “Sette Seghinelle” è stato collegato, in via ipotetica, a un ornamento lapideo disposto come una scacchiera: l’etimologia non è definitivamente accertata.
La pagina del Convention Bureau descrive ambienti interni e sommità, ma li propone come location per piccoli eventi, incontri e servizi fotografici su richiesta. Non pubblica una visita turistica ordinaria: per il normale itinerario va quindi considerata una tappa esterna.
Da osservare: l’inserimento della torre nel palazzo e il cambio di scala tra la Costarella e via di Città.
Punto migliore: il margine superiore della Costarella, evitando di bloccare il passaggio.
6. Torre Marescotti: una struttura inglobata e una leggenda di Montaperti
Posizione: Palazzo Chigi Saracini, via di Città 89; lato di vicolo del Vento
Distanza: circa 250 metri, 4–5 minuti
Accesso: torre non compresa nelle visite ordinarie dichiarate; palazzo con tour su prenotazione
La torre attribuita ai Marescotti è inglobata in Palazzo Chigi Saracini. Il Catalogo generale dei Beni Culturali la data al 1234, ma registra l’attribuzione con un punto interrogativo e indica l’accesso catastale in vicolo del Vento 2. Visit Siena la identifica invece come Torre Marescotti, in via di Città 89, e ritiene che in origine fosse autonoma e più alta.
I Marescotti furono una famiglia aristocratica attiva anche nel commercio e nella banca. Alla torre è associato il racconto di un tamburino che avrebbe seguito da lontano la battaglia di Montaperti, annunciandone l’esito. La stessa fonte turistica lo presenta in forma condizionale: è una tradizione cronachistica suggestiva, non un’osservazione storica certa.
Palazzo Chigi Saracini è visitabile con tour guidati di circa un’ora, in italiano o inglese, solo su prenotazione. Il percorso ufficialmente descritto comprende collezioni d’arte e Museo degli strumenti musicali, ma non dichiara l’accesso agli ambienti della torre. Per orari, prezzi e prenotazioni consulta sempre l’Accademia Musicale Chigiana.
Da osservare: la massa verticale emergente dal palazzo, soprattutto dal lato di vicolo del Vento, e le differenze fra pietra medievale e fronte palaziale.
7. Torre Forteguerri: il Medioevo dentro Piazza di Postierla
Posizione: Piazza di Postierla 2, all’angolo con via di Città
Distanza: circa 300 metri, 5–6 minuti
Accesso: proprietà privata; osservazione esterna
L’ultima tappa mostra quanto una torre possa diventare difficile da riconoscere dopo secoli di trasformazioni. Il Catalogo generale dei Beni Culturali registra a Piazza di Postierla 2 la Torre dei Fonteguerri, denominazione riportata dalla scheda, e la data indicativamente al 1147 in ambito romanico. Altre fonti locali usano la forma più comune “Forteguerri” e ricordano il successivo nome di Torre dei Bardi.
La demolizione o il forte abbassamento della torre iniziò il 22 marzo 1776 e proseguì il 2 maggio 1784. Oggi se ne leggono tracce nell’angolo edilizio del Palazzo Bardi alla Postierla, già castellare dei Forteguerri.
Da osservare: la tessitura più antica, le buche pontaie, la scarsità delle aperture e il modo in cui il corpo verticale viene assorbito dalle murature circostanti.
Punto migliore: Piazza di Postierla, arretrando abbastanza da leggere l’intero angolo edilizio.
Come riconoscere una casa torre oggi
Durante il percorso conviene cercare indizi, non sagome perfette:
- muratura più antica e irregolare rispetto alle facciate vicine;
- conci di pietra più grandi negli angoli;
- finestre piccole o collocate molto in alto;
- archi tamponati;
- buche pontaie, cioè fori usati per sostenere ponteggi o elementi lignei;
- differenze di spessore o allineamento tra due corpi edilizi;
- tetti e sopraelevazioni palesemente posteriori;
- facciate palaziali che nascondono una struttura più stretta;
- murature laterali più informative della facciata principale.
L’altezza, da sola, non basta. Un campanile, una torre civica o una ricostruzione neomedievale possono essere più appariscenti di un’autentica casa torre inglobata.
Perché Siena mostra meno torri di San Gimignano
La differenza non si spiega dicendo semplicemente che Siena avesse meno famiglie potenti. Siena possedeva numerose torri e castellari, ma la crescita del Comune, i conflitti politici, le trasformazioni edilizie e l’affermazione dei grandi palazzi modificarono profondamente il profilo urbano.
Secondo l’UNESCO, a San Gimignano furono costruite probabilmente 72 case torri e 14 sono sopravvissute. Dopo il 1353 il declino demografico ed economico limitò il rinnovamento urbano che trasformò altre città storiche; la conservazione successiva ne ha protetto volumi e impianto medievale. A Siena, invece, molte strutture verticali furono abbassate o incorporate in edifici più ampi, fino a diventare frammenti quasi invisibili.
Per confrontare direttamente i due paesaggi urbani, prosegui con la guida a San Gimignano tra torri e Collegiata.
Quando iniziare e come organizzarsi
In primavera e autunno è consigliabile partire intorno alle 15:00. In estate è preferibile attendere le 16:30–17:00, evitando le ore più calde; in inverno conviene cominciare entro le 14:00, perché nei vicoli la luce diminuisce rapidamente.
Per fotografare le murature, la luce obliqua del tardo pomeriggio rende più leggibili rilievi e discontinuità. Un piccolo binocolo può aiutare a esaminare aperture e sommità, ma non è indispensabile.
Servono scarpe con buona aderenza: il percorso comprende lastricati, mattoni, pietra consumata e brevi tratti ripidi. Una mappa digitale è utile soprattutto fra via Montanini e il Castellare degli Ugurgieri.
Le informazioni pratiche e le modalità di accesso sono state ricontrollate il 23 luglio 2026.
Accessibilità, bambini e trasporti
Il percorso completo non è privo di barriere. Costarella dei Barbieri, i passaggi del Castellare e alcuni vicoli possono risultare difficili per sedie a rotelle, passeggini e persone con problemi di equilibrio.
Con bambini in età scolare il percorso può diventare una piccola caccia agli indizi: finestre murate, buche pontaie, cambi di pietra e torri nascoste. Con passeggini è meglio seguire la variante lungo le strade principali.
Per raggiungere il centro si possono utilizzare i parcheggi di Santa Caterina, San Francesco e Stazione, collegati alle quote superiori mediante risalite meccanizzate. Visit Siena segnala anche un servizio taxi sostitutivo gratuito per persone con disabilità. Piazza Gramsci è un riferimento utile per autobus urbani e minibus del centro. Accessi e viabilità possono cambiare durante il Palio e in occasione di eventi.
Errori da evitare
Non chiamare “casa torre” ogni edificio stretto e verticale. Non confondere la Torre del Mangia con una torre familiare. Non interpretare un restauro neomedievale come muratura originale. Non entrare in androni, cortili o sedi private senza autorizzazione.
È inoltre sbagliato cercare soltanto edifici integri: a Siena la parte più interessante del gioco consiste spesso nel riconoscere una torre dopo che è stata abbassata, unita a un palazzo o nascosta dietro una nuova facciata.
Una Siena da leggere, non soltanto da vedere
Alla fine del percorso, la città appare diversa. Via Montanini non è più soltanto una strada commerciale; il Castellare degli Ugurgieri diventa la traccia di una comunità fortificata; Palazzo Chigi Saracini rivela una struttura più antica incorporata nelle sue murature; Piazza di Postierla conserva il profilo ridotto di una torre familiare.
Le case torri di Siena non dominano più il panorama. Continuano però a raccontare come famiglie, alleanze, rivalità e istituzioni abbiano costruito la città pietra dopo pietra.
Schema sintetico dell’itinerario
Piazza Matteotti → nucleo Malavolti → nucleo Montanini–Arco Antico → Torre dei Ponzi → Castellare degli Ugurgieri → Torre delle Sette Seghinelle → Torre Marescotti–Palazzo Chigi Saracini → Torre Forteguerri–Piazza di Postierla
Tabella delle tappe
| Tappa | Tipologia e famiglia | Posizione | Distanza indicativa | Tempo | Accesso |
|---|---|---|---|---|---|
| Nucleo Malavolti | Casa torre e antico castellare dei Malavolti | Via Montanini 5 | 150 m dalla partenza | 2–3 min | Solo esterno |
| Montanini–Arco Antico | Due identificazioni contigue da mantenere distinte | Via Montanini 12–22 | 80 m | 1–2 min | Solo esterno |
| Torre dei Ponzi | Casa torre, datata 1230 | Via Montanini 26–28 | 70 m | 1 min | Solo esterno |
| Castellare Ugurgieri | Complesso fortificato di consorteria | Vicolo del Castellare | 650 m | 10–12 min | Esterni; museo con orari propri |
| Sette Seghinelle | Torre Accarigi inglobata nel palazzo | Costarella dei Barbieri | 350 m | 6–8 min | Privata; eventi su richiesta |
| Torre Marescotti | Torre medievale inglobata in Palazzo Chigi Saracini | Via di Città 89 | 250 m | 4–5 min | Torre non dichiarata nel tour ordinario |
| Torre Forteguerri | Torre abbassata e incorporata nel Palazzo Bardi | Piazza di Postierla 2 | 300 m | 5–6 min | Solo esterno |
Variante breve e variante completa
Variante breve: circa un’ora
Piazza Tolomei → Castellare degli Ugurgieri → Torre delle Sette Seghinelle → Torre Marescotti → Torre Forteguerri
È la variante più concentrata e scenografica, lunga circa un chilometro. Per ridurre le pendenze si può evitare di scendere lungo tutta la Costarella e osservare la torre dalla parte superiore.
Variante completa: un pomeriggio
Segue tutte le sette tappe da Piazza Matteotti a Piazza di Postierla. Prevede circa 2 ore e 30 minuti di esplorazione esterna; aggiungendo il Museo della Civetta o una visita prenotata a Palazzo Chigi Saracini può occupare 3 ore e 30 minuti.
Variante per famiglie
Torre dei Ponzi → Castellare degli Ugurgieri dall’esterno → Piazza del Campo → Torre Marescotti → Torre Forteguerri
La deviazione in Piazza del Campo permette di confrontare le torri familiari con la Torre del Mangia.
Variante con minori barriere
Via Montanini → Piazza Salimbeni → Banchi di Sopra → via di Città → Piazza di Postierla
Evita i passaggi interni più ripidi del Castellare e la discesa della Costarella, ma conserva pendenze e pavimentazioni irregolari: non può essere considerata integralmente accessibile.
Piccolo glossario
Casa torre: edificio abitativo medievale a forte sviluppo verticale, talvolta con funzioni difensive e rappresentative.
Torre gentilizia: torre appartenente a una famiglia aristocratica o a una consorteria, spesso legata al prestigio e al controllo urbano.
Castellare: insieme di case, torri e passaggi fortificati organizzati attorno a uno spazio comune.
Filaretto: muratura formata da piccoli blocchi di pietra, più o meno squadrati, disposti in corsi orizzontali.
Concio: singolo blocco di pietra lavorato e inserito nella muratura.
Buca pontaia: foro lasciato nella parete per sostenere ponteggi o strutture lignee.
Sopraelevazione: parte aggiunta sopra un edificio in una fase successiva.
FAQ
Quante case torri sono rimaste a Siena?
Non esiste un conteggio definitivo. Molte torri sono state abbassate o inglobate e le fonti non classificano sempre gli edifici nello stesso modo. Nel centro storico restano diversi nuclei e frammenti riconoscibili.
Le case torri di Siena si possono visitare internamente?
In genere no, perché sono proprietà private o parti di edifici utilizzati. Alcuni complessi ospitano musei o spazi visitabili, ma l’accesso all’edificio non comprende necessariamente la torre.
La Torre del Mangia è una casa torre?
No. È una torre civica costruita accanto al Palazzo Pubblico per rappresentare il governo comunale.
Quanto dura l’itinerario?
La variante breve richiede circa un’ora. Il percorso completo dura fra 2 ore e 30 minuti e 3 ore e 30 minuti, a seconda delle soste.
Il percorso è adatto ai bambini?
Sì, soprattutto a bambini e ragazzi interessati a una caccia ai dettagli architettonici. La variante completa è meno pratica con passeggini.
Qual è la casa torre più facile da riconoscere?
La Torre dei Ponzi, in via Montanini, conserva una struttura verticale e una muratura che rendono leggibile la tipologia, pur con trasformazioni successive.