# Contrada della Torre Siena: storia, simboli, territorio e Palio

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> Scopri la Contrada della Torre a Siena: storia, simbolo dell’elefante, colori, territorio di Salicotto, rivalità, Palio e vita di Contrada durante l’anno.

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← Torna al diario Note di guida Contrada della Torre: storia, simboli, territorio e vita nel cuore di Siena Scopri la Contrada della Torre a Siena: storia, simbolo dell’elefante, colori, territorio di Salicotto, rivalità, Palio e vita di Contrada durante l’anno. 9 maggio 2026 • 12 min Siena Palio Contrade Torre Salicotto Entrare nel territorio della Contrada della Torre significa scendere in una Siena più intima, popolare e vissuta. Basta lasciare per un momento l’asse più battuto tra Piazza del Campo e il Duomo, affacciarsi verso Salicotto, seguire le pendenze dei vicoli, e la città cambia tono. Qui Siena non è soltanto pietra medievale, facciate eleganti e fotografie da cartolina. È voce che rimbalza tra le case, bandiere rosso cremisi alle finestre, bambini che imparano presto il nome della propria Contrada, anziani che conoscono ogni angolo del rione come si conosce una stanza di casa. La Torre è una delle 17 Contrade di Siena, ma chiamarla “quartiere” sarebbe riduttivo. Una Contrada è territorio, certo. Ma è anche memoria, appartenenza, educazione, rito, affetti, cene, festa, silenzio religioso, orgoglio e vita quotidiana. Nel caso della Torre, questa identità si concentra in una zona densissima di storia: Salicotto, Piazza del Mercato, le strade vicine a Palazzo Pubblico, i vicoli che scendono e risalgono come se la città respirasse sotto i piedi. Il Comune di Siena ricorda che le Contrade sono porzioni di territorio dentro le mura cittadine e che le attuali 17 Contrade furono definite nei loro confini dal Bando di Violante Beatrice di Baviera nel Settecento. Fonte: Comune di Siena - Il Palio . Che cos’è la Contrada della Torre La Contrada della Torre è una delle diciassette Contrade storiche che partecipano al Palio di Siena. Appartiene al Terzo di San Martino e il suo cuore urbano è legato soprattutto a via di Salicotto , una strada che conserva un carattere popolare fortissimo. Per un visitatore, una Contrada può sembrare inizialmente un insieme di bandiere, stemmi, colori e confini. Per un senese, invece, è qualcosa di molto più profondo: è il luogo in cui si nasce contradaioli, si cresce, si impara a stare con gli altri, si partecipa alle feste, si vive il Palio e si tramanda una memoria che non appartiene solo ai libri. La Contrada è anche una scuola informale di comunità. Nei suoi spazi si incontrano generazioni diverse: bambini, giovani, adulti, anziani. Si organizzano attività culturali, sociali, religiose e ricreative. Si custodiscono oggetti, bandiere, monture, archivi, canti, modi di dire, ricordi di vittorie e di sconfitte. Per questo, quando si cammina nella Torre, bisogna farlo con uno sguardo rispettoso: non si sta entrando in un museo all’aperto, ma in un pezzo vivo della città. Storia della Torre e del rione di Salicotto La storia della Torre è strettamente legata a quella del suo rione. Secondo il sito ufficiale della Contrada, il rione di Salicotto iniziò a formarsi in epoca alto-medievale fuori dalla cerchia muraria; tra XII e XIII secolo l’ampliamento delle mura inglobò progressivamente buona parte dell’area, portandola dentro il corpo urbano di Siena. Fonte: Contrada della Torre - Il rione . Questa origine aiuta a capire il carattere della Torre. Salicotto non è un fondale elegante costruito per essere guardato: è un tessuto urbano cresciuto con la vita quotidiana, con il lavoro, con i mestieri, con le trasformazioni sociali. Nel XIV e XV secolo la prima parte di Salicotto era chiamata Malcucinato, area legata alla lavorazione delle carni insaccate; nella zona della Pescheria si trovavano invece i banchi dei pescivendoli. Camminando oggi, molti dettagli possono sfuggire. Un arco, una targa, un vicolo coperto, una discesa verso Piazza del Mercato sembrano semplicemente scorci pittoreschi. In realtà raccontano secoli di vita urbana. La Torre è anche questo: una Contrada che tiene insieme la grande storia di Siena e la storia minuta delle strade. L’Oratorio di San Giacomo Maggiore e Sant’Anna Uno dei luoghi più importanti della Contrada è l’Oratorio di San Giacomo Maggiore e Sant’Anna, in via di Salicotto. La sua costruzione iniziò nel 1531 come ringraziamento alla Vergine Immacolata per la vittoria senese nella battaglia di Porta Camollia del 1526 contro le truppe fiorentine e pontificie; i lavori furono terminati nel 1536. L’Oratorio non è solo un edificio religioso. Per una Contrada, l’oratorio è luogo di rito, raccoglimento, identità. Qui la fede incontra la vita contradaiola; qui, nei giorni del Palio, la benedizione del cavallo assume un valore che va oltre la cronaca della corsa. Simbolo, stemma e colori della Contrada della Torre Il simbolo della Torre è tra i più riconoscibili delle Contrade senesi: un elefante che sostiene una torre . Lo stemma ufficiale, secondo la descrizione della Contrada, presenta un elefante coronato all’antica, con gualdrappa rossa attraversata da una croce bianca, che porta sul dorso una torre con pennoncello rosso crociato di bianco. I colori della Contrada sono rosso cremisi con liste bianche e blu . Fonte: Contrada della Torre - Simboli . L’elefante, nella lettura araldica riportata dalla Contrada, richiama forza, potenza e stabilità; anche la torre rimanda a valori simili. Il motto è: “Oltre la forza, la potenza” . Questi simboli non restano chiusi nei documenti. Diventano paesaggio urbano. Li vedi sulle bandiere, sui fazzoletti, sugli stemmi, nei dettagli degli edifici, nelle giornate di festa e nei momenti in cui Salicotto si veste di rosso cremisi. La Contrada stessa ricorda che appartenenza significa riconoscersi in simboli condivisi: fazzoletto, bandiera, montura, colori e stemma accompagnano le generazioni di contradaioli. La bandiera e il fazzoletto Per capire una Contrada bisogna osservare i suoi colori quando appaiono nella vita quotidiana. La Torre inalbera dalla fine del Seicento una bandiera rosso vinato con liste bianche e celesti; nel tempo la bandiera è diventata un bene simbolico da custodire con grande cur…
