Note di guida
Contrada di Valdimontone: storia, simboli e vita nella Siena di Porta Romana
Scopri la Contrada di Valdimontone a Siena: storia, simbolo del montone, colori, territorio di Porta Romana, oratorio, museo e Palio.
Entrare nel territorio della Contrada di Valdimontone significa scoprire una Siena che non si lascia guardare soltanto con gli occhi del turista. È una Siena di strade in salita, mattoni caldi, bandiere rosse e gialle, scorci improvvisi verso il sud della città e voci che, nei giorni del Palio, sembrano arrivare da ogni vicolo.
Il Valdimontone, spesso chiamato semplicemente il Montone, non è un quartiere nel senso moderno del termine. È una comunità, un’appartenenza, un modo di stare dentro Siena. Per chi visita la città, camminare tra Porta Romana, la zona dei Servi, San Maurizio e le vie che risalgono verso il centro storico è un’occasione preziosa: qui Siena non appare soltanto come città d’arte, ma come città vissuta, tramandata, difesa e amata.
Le Contrade senesi si identificano con porzioni di territorio dentro la cinta muraria, e il territorio è considerato il loro primo elemento costitutivo; il Comune di Siena ricorda anche che le Contrade attuali sono testimoniate almeno dalla metà del XV secolo e furono definite nei confini moderni dal Bando di Violante Beatrice di Baviera del 1729.
Box riepilogativo sulla Contrada di Valdimontone
| Voce | Informazioni principali |
|---|---|
| Nome | Contrada di Valdimontone |
| Nome comune | Il Montone |
| Contradaioli | Montonaioli |
| Simbolo | Montone rampante |
| Colori | Rosso e giallo, listati di bianco |
| Zona indicativa | Area sud-orientale di Siena, tra Porta Romana, San Maurizio, zona dei Servi e via Roma |
| Oratorio | Oratorio della Santissima Trinità, in via Valdimontone 4 |
| Patrona | Madonna del Buon Consiglio, festeggiata il 26 aprile secondo lo Statuto della Contrada |
| Museo | Museo della Contrada di Valdimontone, visitabile su appuntamento |
| Rivalità | Rivalità storicamente indicata con il Nicchio |
| Note identitarie | Forte legame con la zona di Porta Romana, con le antiche compagnie di Borgo Santa Maria, San Maurizio e Sant’Angelo a Montone |
Che cos’è la Contrada di Valdimontone
La Contrada di Valdimontone è una delle 17 Contrade di Siena e rappresenta una delle forme più profonde dell’identità cittadina. Dire “Contrada” a Siena non significa indicare solo una zona sulla mappa: significa parlare di una comunità che ha un proprio territorio, una propria storia, un proprio simbolo, un oratorio, una sede, una memoria condivisa e una vita sociale che continua per tutto l’anno.
Per un visitatore, questo è un punto fondamentale. Se si arriva a Siena nei giorni del Palio, è facile lasciarsi colpire dai colori, dai tamburi, dalle bandiere, dalla folla in Piazza del Campo. Ma il Palio è solo la parte più visibile di un mondo molto più ampio. La Contrada vive nelle cene, nelle assemblee, nei battesimi contradaioli, nei bambini che imparano i canti, negli anziani che raccontano, nelle famiglie che si ritrovano, nei volontari che preparano feste, musei, eventi e momenti comunitari.
Lo Statuto del Valdimontone definisce la Contrada come ente giuridico territoriale che riunisce le antiche compagnie militari di Borgo Santa Maria, San Maurizio e Sant’Angelo a Montone; lo stesso Statuto indica i Montonaioli come il popolo della Contrada.
Quando si cammina nel territorio del Valdimontone, quindi, non si entra semplicemente in una parte meno affollata del centro storico: si attraversa un luogo di appartenenza. Le bandiere non sono addobbi scenografici. I colori non sono decorazione turistica. Sono segni di una memoria viva.
Nome, simbolo e identità del Valdimontone
Il nome Valdimontone richiama il territorio: una valle, un poggio, un antico insediamento. Le tradizioni e gli studi locali hanno proposto nel tempo diverse interpretazioni sull’origine del toponimo. Il sito della Contrada ricorda che il termine Montone compare in documenti medievali e che il nome è stato collegato sia a un antico Castel Montone sia alla valle sottostante il poggio dei Servi; una delle interpretazioni considerate più solide lo collega all’espressione Mons Magnum, cioè al carattere del luogo più che all’animale in sé.
Il simbolo, però, è proprio il montone rampante. Nello stemma della Contrada compare un montone in campo oro, sormontato da una corona ducale, con un cantone azzurro recante una “U” maiuscola romana sormontata dalla corona reale, secondo la definizione riportata nello Statuto. I colori ufficiali della bandiera sono rosso e giallo listati di bianco. Il motto ufficiale è: “Sotto il mio colpo la muraglia crolla.”
È facile capire perché questo simbolo colpisca tanto chi visita Siena: il montone è un’immagine di forza, slancio, ostinazione. Conviene però evitare letture troppo fantasiose. A Siena i simboli delle Contrade non sono semplici “mascotte”: sono emblemi storici, araldici e comunitari, sedimentati nel tempo e custoditi con grande rispetto.
Il territorio della Contrada di Valdimontone
Il territorio del Valdimontone si trova nella parte sud-orientale di Siena, in una zona che unisce la monumentalità degli ingressi cittadini alla dimensione più raccolta della vita contradaiola. Il riferimento più immediato per chi arriva da fuori è Porta Romana, una delle porte più imponenti della città, dalla quale si entra idealmente in una Siena antica, fatta di strade che salgono verso il cuore urbano.
Lo Statuto della Contrada richiama il confine stabilito dal Bando di Violante di Baviera, partendo da Porta Romana e includendo riferimenti come San Maurizio, il Convento di San Girolamo, il piano e convento dei Servi, la strada di sotto e la Commenda di San Leonardo.
Per immaginare questo territorio, si può partire proprio da Porta Romana. Superata la porta, il passo cambia. La città sembra stringersi e aprirsi allo stesso tempo: da un lato la direttrice di ingresso verso il centro, dall’altro i vicoli, le pendenze, i mattoni, le case che portano i segni della vita quotidiana. Nei giorni vicini al Palio, le bandiere rosse e gialle appese alle finestre trasformano le strade in un racconto visivo: non servono grandi spiegazioni, basta alzare lo sguardo.
La zona di San Maurizio è uno dei riferimenti storici più importanti. Le antiche compagnie militari legate al territorio del Montone comprendevano anche San Maurizio, il cui nome derivava dalla chiesa parrocchiale intitolata al santo, ricordata lungo la via Francigena.
Qui il rapporto tra città e viaggio è particolarmente forte. La Contrada ricorda infatti che il territorio era attraversato dalla strada Francigena o Romea, via fondamentale per pellegrini, merci e viaggiatori diretti verso Roma; lungo questo percorso sorsero chiese, monasteri e strutture di assistenza.
Storia della Contrada di Valdimontone
La storia del Valdimontone si intreccia con la storia urbana di Siena. Prima ancora di parlare di Palio, bisogna immaginare una città fatta di terzi, compagnie militari, popoli, parrocchie, vie di transito, conventi e luoghi di devozione.
Nel territorio che oggi riconosciamo come legato al Valdimontone esistevano nuclei e riferimenti antichi: Borgo Santa Maria, San Maurizio, Sant’Angelo a Montone. La pagina storica della Contrada dedicata alle compagnie militari ricorda che questi erano i popoli appartenenti al territorio montonaiolo e distingue con chiarezza le compagnie militari, con funzione civica e difensiva, dalle Contrade come realtà autonome legate a feste, manifestazioni e vita popolare.
Un documento particolarmente suggestivo è il primo verbale conservato dalla Contrada, datato 2 settembre 1685. In quel testo compaiono deliberazioni, votazioni e cariche come Capitano, Tenente, Sergente e Alfiere: non è solo una curiosità archivistica, ma una finestra sul modo in cui la comunità si organizzava, decideva e partecipava alla vita cittadina.
Pochi decenni dopo, nel 1729 e poi nel 1730, le assemblee affrontarono il tema degli ordini e degli statuti, con l’obiettivo di regolare la vita interna della Contrada e prevenire disaccordi. La memoria dei primi capitoli statutari mostra una comunità già strutturata, consapevole della necessità di darsi regole condivise.
Questa è una delle cose più belle da raccontare a chi visita Siena: le Contrade non sono sopravvivenze decorative del passato, ma istituzioni vive che hanno saputo trasformarsi senza perdere il proprio cuore.
L’Oratorio della Santissima Trinità
Uno dei luoghi più importanti del Valdimontone è l’Oratorio della Santissima Trinità, in via Valdimontone 4. Secondo la scheda della Contrada, la prima struttura risalirebbe presumibilmente al 1380, mentre l’apparato decorativo prese forma soprattutto tra la fine del Cinquecento e i secoli successivi.
L’Oratorio sorse nell’area absidale della Basilica di Santa Maria dei Servi, dove si riuniva la Compagnia della Santissima Trinità, fondata nel 1298 dal Beato Francesco Patrizi. L’edificio conserva un impianto medievale a navata unica, con una ricca decorazione interna e una Cappella della Madonna collegata all’Oratorio.
Per il turista, l’Oratorio non va visto solo come “una chiesa da visitare”. È un luogo identitario. Nei giorni del Palio, è qui che il cavallo riceve la benedizione prima di dirigersi verso Piazza del Campo. È un momento breve, intenso, difficilmente comprensibile se lo si guarda solo come rito esteriore: per i contradaioli è un passaggio carico di emozione, attesa e responsabilità.
Il Museo della Contrada
Il Museo della Contrada di Valdimontone è un altro punto essenziale per comprendere il Montone. La sua realizzazione nacque negli anni Settanta, quando la Contrada avvertì la necessità di creare nuovi spazi per custodire arredi sacri, cimeli, costumi e memoria collettiva. Nel 1974 fu incaricato l’architetto Giovanni Michelucci, con la collaborazione di Bruno Sacchi; i lavori iniziarono nel 1978 e il Museo fu inaugurato il 22 giugno 1997.
La stessa scheda ricorda che la costruzione del museo si intrecciò anche con una stagione importante di vittorie, citando i Palii del 1974, 1977, 1982, 1986 e 1990.
Per visitarlo è necessario verificare le modalità aggiornate sui canali ufficiali della Contrada. La pagina dedicata alle visite indica la possibilità di accedere alla sede museale previo appuntamento.
Il Valdimontone e il Palio di Siena
Il rapporto tra il Valdimontone e il Palio è profondo, ma per capirlo bisogna prima liberarsi da un’idea riduttiva: il Palio non è una semplice corsa di cavalli. È un rito civico, storico e identitario che coinvolge tutta Siena.
Il Comune di Siena spiega che a ogni Palio corrono 10 Contrade su 17: sette partecipano di diritto perché non hanno corso nella stessa data dell’anno precedente, mentre tre vengono sorteggiate. I cavalli vengono assegnati alle Contrade per sorteggio tra quelli giudicati idonei.
Nei giorni del Palio, tutto si concentra e si intensifica. C’è la Tratta, con l’assegnazione del cavallo. C’è il barbaresco, che prende in consegna il cavallo e lo cura fino alla restituzione al proprietario. Ci sono le prove, sei in tutto, corse mattina e sera nei giorni che precedono la carriera. C’è il fantino, scelto dalla Contrada, che monta a pelo. Ci sono il Capitano e lo staff Palio, responsabili delle decisioni legate alla corsa.
Il giorno del Palio, dopo la segnatura dei fantini, avviene la benedizione del cavallo negli oratori delle Contrade. Poi il Corteo Storico entra in Piazza del Campo, e la corsa vera e propria si svolge su tre giri della Piazza. Può vincere anche il cavallo “scosso”, cioè senza fantino.
Immaginate il Montone in quei giorni: il cavallo nella stalla, i contradaioli che accompagnano le prove, i canti che risalgono le strade, i fazzoletti al collo, i bambini che imparano a riconoscere ogni sfumatura del rito. Piazza del Campo, per chi arriva da fuori, è uno spazio scenografico; per un contradaiolo diventa il luogo in cui si concentrano speranze, paure, memoria familiare e appartenenza.
Rivalità, rapporti e cultura contradaiola
Parlare di rivalità tra Contrade richiede delicatezza. A Siena le rivalità non sono folklore da fotografare né semplici “simpatie e antipatie”. Sono rapporti storici, codici sociali, memorie condivise e contrapposizioni regolate da un linguaggio che chi arriva da fuori deve avvicinare con rispetto.
Per il Valdimontone, la rivalità storicamente indicata è quella con la Contrada del Nicchio. È bene però non trasformare questo tema in una curiosità superficiale: la rivalità, nel mondo contradaiolo, fa parte di una grammatica culturale complessa. Può emergere nei canti, nelle attese, nelle strategie del Palio, nei racconti di famiglia, ma sempre dentro un sistema che i senesi riconoscono e custodiscono.
Il consiglio per il visitatore è semplice: osservare, ascoltare, non banalizzare. Evitare battute sui colori, sulle rivalità o sui risultati del Palio se non si conosce il contesto. A Siena anche una parola leggera può toccare corde profonde.
La vita della Contrada durante l’anno
Il Valdimontone vive tutto l’anno. Il Palio è il momento più visibile, ma la Contrada continua a respirare anche quando la Piazza non è coperta di tufo e le bandiere non riempiono le strade.
La vita contradaiola passa dalle cene, dalle feste, dalle attività sociali, dalle assemblee, dalla cura del patrimonio, dal museo, dall’oratorio, dalla società di Contrada. Lo Statuto del Valdimontone indica tra gli organi della Contrada l’Assemblea Generale, il Priore, il Seggio, il Capitano e il Collegio dei Maggiorenti; ricorda inoltre la Società Castelmontorio, attraverso cui si svolge l’attività sociale dei Montonaioli, e il Gruppo Donatori di Sangue intitolato a Bruno Borghi.
Un elemento molto importante nella cultura senese è il battesimo contradaiolo. Il glossario ufficiale del Palio lo definisce una cerimonia laica officiata dal Priore, che si svolge una volta l’anno nel giorno del Santo Patrono della Contrada e segna il rito di passaggio con cui si diventa contradaioli a tutti gli effetti.
È qui che si capisce davvero la differenza tra visitare Siena e comprenderla. La Contrada non è una rievocazione. È una comunità intergenerazionale: bambini, giovani, adulti, anziani, famiglie, volontari. Ognuno ha un ruolo, anche piccolo, dentro una trama che si rinnova continuamente.
Cosa vedere nel territorio del Valdimontone
Chi visita Siena può inserire il territorio del Valdimontone in un itinerario molto suggestivo, soprattutto se vuole uscire dai percorsi più affollati.
Porta Romana
Porta Romana è il punto di accesso ideale. Imponente, severa, quasi teatrale, introduce a una Siena meno immediatamente turistica rispetto all’area del Duomo o di Piazza del Campo. Da qui si percepisce bene il carattere di città murata, nata anche dal controllo delle vie di ingresso e di transito.
Via Roma e la risalita verso il centro
La direttrice di via Roma permette di entrare gradualmente nella città. È una strada che racconta il passaggio: da fuori a dentro, dalla periferia muraria al cuore urbano, dal movimento dei visitatori alla vita dei residenti. Nei giorni del Palio, osservate le finestre, i portabandiera, i colori, i piccoli segni di appartenenza.
San Maurizio e il rapporto con la Francigena
La zona di San Maurizio aiuta a leggere la parte più antica e viaria del territorio. Qui la memoria della Francigena e delle strutture religiose e assistenziali restituisce l’immagine di una Siena attraversata per secoli da pellegrini, mercanti e viaggiatori.
Oratorio e Museo
L’Oratorio della Santissima Trinità e il Museo della Contrada sono i due luoghi più legati alla memoria interna del Valdimontone. Non bisogna però improvvisare visite: per il Museo, la Contrada indica la visita su appuntamento, quindi è sempre corretto verificare prima sui canali ufficiali.
Bandiere, stemmi e dettagli
Camminando nel territorio del Montone, cercate i dettagli: stemmi murali, colori alle finestre, bandiere, lanterne, piccoli segni ripetuti. Siena parla spesso così, non solo attraverso i grandi monumenti.
Consigli della guida: come avvicinarsi al Valdimontone con rispetto
Durante il Palio, il primo consiglio è non trattare la Contrada come un set fotografico. Le cene, i canti, le benedizioni, il passaggio del cavallo, le emozioni dopo la corsa sono momenti profondamente vissuti. Alcuni possono essere osservati, altri richiedono distanza, discrezione e rispetto.
Se incontrate un corteo, lasciate spazio. Se sentite cantare, ascoltate senza interrompere. Se vedete bambini con il fazzoletto della Contrada, ricordate che per loro quei colori non sono un souvenir: sono una parte della loro identità.
Nei giorni di luglio e agosto Siena cambia ritmo. Il Palio del 2 luglio e quello del 16 agosto non sono due “eventi” identici da consumare come spettacoli: sono momenti in cui la città entra in una dimensione rituale. Il Comune ricorda che la corsa è preceduta da prove, assegnazione dei cavalli, Corteo Storico e cerimonie che scandiscono i giorni del Palio.
Una visita guidata con una guida locale può aiutare molto, soprattutto se è la prima volta che vi avvicinate al Palio. Non per “spiegare tutto”, perché il Palio non si esaurisce mai in una spiegazione, ma per imparare a guardare i segni giusti: un confine, una bandiera, un oratorio, una parola, un silenzio.
FAQ sulla Contrada di Valdimontone
Dove si trova la Contrada di Valdimontone?
La Contrada di Valdimontone si trova nella parte sud-orientale del centro storico di Siena, in un’area legata a Porta Romana, San Maurizio, la zona dei Servi, via Roma e le strade che risalgono verso il cuore della città.
Qual è il simbolo della Contrada di Valdimontone?
Il simbolo del Valdimontone è il montone rampante. Lo stemma ufficiale è descritto nello Statuto della Contrada con il montone in campo oro, sormontato da corona ducale e accompagnato da un cantone azzurro con una “U” romana coronata.
Quali sono i colori del Valdimontone?
I colori della Contrada di Valdimontone sono rosso e giallo listati di bianco, come riportato nello Statuto della Contrada.
Che rapporto ha il Valdimontone con il Palio di Siena?
Il Valdimontone, come le altre Contrade, partecipa al Palio quando corre di diritto o viene estratto a sorte. Nei giorni del Palio la Contrada vive l’assegnazione del cavallo, le prove, la benedizione, il Corteo Storico e la carriera in Piazza del Campo.
Si può visitare il museo della Contrada di Valdimontone?
Sì, ma non bisogna dare per scontati orari o accessi liberi. La pagina ufficiale indica che la visita alla sede museale è possibile previo appuntamento.
Cosa vedere vicino al territorio del Valdimontone?
Nel territorio o nelle immediate vicinanze si possono osservare Porta Romana, via Roma, la zona dei Servi, l’Oratorio della Santissima Trinità, il Museo della Contrada e diversi scorci della Siena meno affollata.
Perché le Contrade sono così importanti per Siena?
Le Contrade sono comunità territoriali e identitarie. Il Comune di Siena ricorda che chi nasce in un territorio di Contrada è contradaiolo e ha diritto e dovere di partecipare alla vita della propria Contrada.
Come comportarsi da turista durante il Palio?
Con rispetto e attenzione. Il Palio non è una semplice attrazione turistica: è un rito civico e identitario. È bene osservare senza invadere, evitare commenti superficiali sulle rivalità, rispettare i momenti rituali e informarsi prima di partecipare a eventi o visite.
Vuoi leggere Siena dietro le bandiere?
Scoprire il Valdimontone significa guardare Siena da una prospettiva più profonda: non solo monumenti, piazze e panorami, ma comunità, memoria, appartenenza e riti che ancora oggi danno forma alla vita della città.
Se vuoi capire davvero il Palio, le Contrade e il legame tra Siena e i suoi territori, il modo migliore è camminare con una guida locale, ascoltare le storie nei luoghi in cui sono nate e imparare a leggere quei dettagli che spesso sfuggono a chi visita la città per la prima volta.
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