# Fonti di Siena di notte: itinerario tra storia e leggende

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> Itinerario serale tra Fonte Gaia, Fonte del Casato, Fontebranda e Fonte Nuova d’Ovile, con storia, leggende e consigli pratici aggiornati.

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← Torna al diario Note di guida Fonti di Siena di notte: itinerario fra acqua, Medioevo e leggende Passeggiata serale tra Fonte Gaia, Fonte del Casato, Fontebranda e Fonte Nuova d’Ovile, con storia, folklore e consigli pratici. 23 luglio 2026 • 19 min Siena Fonti medievali Itinerari serali Bottini Siena nascosta Di giorno le fonti storiche di Siena possono sembrare monumenti appartati, spesso raggiunti dopo una discesa che li separa dalle strade più frequentate. La sera cambiano proporzioni: gli archi diventano più profondi, il rumore dell’acqua emerge dal silenzio e le pendenze della città si percepiscono con maggiore nettezza. Visitare le fonti di Siena di notte non significa entrare nei cunicoli sotterranei o partecipare a un percorso misterioso improvvisato. Significa leggere la città in superficie seguendo le tracce di un’infrastruttura indispensabile: fonti pubbliche, vasche, lavatoi e punti di distribuzione alimentati per secoli dai bottini. L’itinerario più equilibrato parte da Fonte Gaia , raggiunge la nascosta Fonte del Casato , scende a Fontebranda , attraversa il centro verso Fonte Nuova d’Ovile e rientra in Piazza del Campo. Misura circa 2,8-3 chilometri e richiede da un’ora e 45 minuti a poco più di due ore, soste comprese. È adatto a coppie, fotografi, appassionati di storia e famiglie con ragazzi abituati a camminare. Non è invece un percorso completamente accessibile: comprende scale, discese ripide, risalite e pavimentazioni che con la pioggia possono diventare scivolose. Fonte immagine: archivio Guida Siena. Le informazioni essenziali Partenza e arrivo: Piazza del Campo. Tappe principali: Fonte Gaia, Fonte del Casato, Fontebranda, Fonte Nuova d’Ovile. Lunghezza stimata: 2,8-3 chilometri. Durata: 50-60 minuti di cammino effettivo; 1 ora e 45 minuti-2 ore e 15 minuti con le soste. Difficoltà: media per i saliscendi; fondo urbano misto. Visita autonoma: possibile negli spazi pubblici esterni, usando una mappa aggiornata. Bottini: non accessibili liberamente; richiedono visite organizzate e prenotazione. Orario consigliato: dal tramonto alla prima serata, evitando i tratti meno frequentati a tarda notte. Perché Siena ha costruito fonti e acquedotti sotterranei Siena sorge su colline prive di un grande fiume cittadino e per secoli non ha potuto contare su sorgenti superficiali sufficienti. La risposta fu una rete di gallerie sotterranee, i bottini di Siena , scavata soprattutto fra il XII e il XV secolo e lunga oltre 25 chilometri fra rami principali e derivazioni. Definirli semplicemente “acquedotti” è però riduttivo. Le gallerie intercettano le infiltrazioni del terreno e convogliano l’acqua, sfruttando una debole pendenza, verso fonti, cisterne e punti di distribuzione. La rete alimenta ancora alcune fonti monumentali, ma la loro acqua non deve essere considerata potabile. Pozzi e cisterne raccoglievano o raggiungevano riserve locali; i bottini assicuravano una distribuzione più continua. Le fonti pubbliche organizzavano poi gli usi secondo una gerarchia: prima l’acqua per le persone, quindi gli abbeveratoi per gli animali e infine lavatoi e vasche destinati alle lavorazioni artigianali. Questa separazione non era soltanto pratica. Statuti e consuetudini cercavano di impedire che le attività più inquinanti contaminassero l’acqua destinata al consumo. Tintori, conciatori, lanaioli e mugnai utilizzavano soprattutto i deflussi a valle delle vasche principali. Anche il rapporto con le Contrade richiede una distinzione. Le grandi fonti medievali erano infrastrutture civiche. Le diciassette fontanine usate oggi per il battesimo contradaiolo sono in gran parte opere moderne: l’idea fu proposta da Silvio Gigli negli anni Trenta del Novecento e la prima venne inaugurata dalla Chiocciola nel 1947. Perché percorrere l’itinerario di sera La minore presenza di gruppi permette di osservare meglio la geometria degli archi e il rapporto fra le fonti e le strade. Il silenzio rende più evidente l’acqua, mentre l’alternanza fra vicoli illuminati e zone in ombra aiuta a comprendere quanto alcuni di questi luoghi fossero lontani dagli spazi del potere. La notte presenta però limiti concreti. Iscrizioni, murature e dettagli scultorei sono meno leggibili; l’illuminazione può variare per manutenzioni o iniziative temporanee; alcune vasche possono essere protette da cancelli o osservabili soltanto dall’esterno. Piazza del Campo dispone di illuminazione urbana e Fonte Gaia rimane facilmente individuabile. Per Fonte del Casato, Fontebranda e Fonte Nuova d’Ovile non esiste una garanzia pubblica stabile sull’intensità dell’illuminazione monumentale. È corretto contare sulla luce ambientale stradale da verificare nella sera scelta, non su una scenografia luminosa permanente. Per un’altra passeggiata nelle ore più tranquille puoi consultare anche la guida a Siena al tramonto . Il percorso notturno in sintesi Piazza del Campo e Fonte Gaia → Fonte del Casato → Fontebranda → Fonte Nuova d’Ovile → rientro in Piazza del Campo La sequenza crea un anello compatto. Fonte d’Ovile, Fonte di Follonica, Fonte delle Monache e Fonte di Pescaia hanno grande interesse storico, ma sono meno coerenti con una prima passeggiata serale breve: alcune si trovano fuori dal nucleo più frequentato, altre richiedono tragitti appartati o visite organizzate. Prima tappa: Fonte Gaia, l’acqua nel cuore civile di Siena Posizione: parte alta di Piazza del Campo Dalla partenza: coincide con il punto di partenza Sosta consigliata: 10-15 minuti Fonte Gaia è il punto ideale per capire che l’acqua a Siena era anche uno strumento politico. Portarla nella piazza del governo significava celebrare la capacità del Comune di superare uno dei maggiori limiti geografici della città. La prima fonte del Campo venne inaugurata nel 1346 e riceveva l’acqua dal ramo di bottino che prese il suo nome. Nel 1409 il Comune affidò a Jacopo della Quercia la nuova sistemazione monumentale, realizzata fra il 1414 e il 1419. Quella visibile in piazza è la copia…
